emanuela furia

Nitida eleganza, stilizzazione prospettica e dilatazione del momento passivo sono gli elementi caratterizzanti della poetica di Emanuela Furia. Un colto, ironico e raffinato viaggio tra reminiscenze del passato e contemporaneita' riminese.

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venerdì, 29 giugno 2007

Bellezza e fascino non sono sinonimi
sono due straordinarie e differenti doti che non sempre caratterizzano lo stesso individuo
ma, quando sono complementari in una stessa persona,
sicuramente quella lascerà indelebili tracce di sé negli occhi e nel cuore di chi l'ha incontrata.

La bellezza è una qualità del corpo
è, in un certo senso,
oggettivamente valutabile perché la si misura,
pur se inconsapevolmente, su canoni che vengono da lontano,
dai modelli estetici proposti dagli artisti e codificati nelle immagini pittoriche e scultoree
che essi ci hanno lasciato nel tempo:
per la nostra civiltà occidentale
riferimenti remoti possono essere
la Venere di Milo, la Primavera di Botticelli, le Madonne di Raffaello o di Leonardo, le voluttuose donne di Tiziano ( per citare i più famosi modelli femminili) o, se parliamo di uomini, valgono gli esempi dell'Apollo di Delfi o del Davide di Michelangelo.


Ben diverso è il valore del Fascino.

Tanto per cominciare non è una qualità del corpo
e perciò non è percepibile solo con gli occhi;
l'origine greca e poi latina della parola "fascino"
ci porta all'ambito semantico della magia, dell'ammaliamento,
della forza dell'irrazionale che sconvolge ed annulla certezze, canoni e criteri di valutazione oggettiva.
Se si accompagna alla bellezza, il fascino la esalta;
se è dote di chi non è bello, ne cancella i limiti fisici mentre la stessa bellezza,
priva del fascino,
resta, in qualche misura, imperfetta perché,
attraverso gli occhi,
non porta molto al cuore o alla mente.
E' una qualità che attiene all'intelligenza più che alla fisicità e si manifesta attraverso
gesti, atti, modi, sguardi, sorrisi, parole:
è l'espressione di tutta la forza della personalità di cui il corpo è il contenitore.

 

La famosa Monna Lisa di Leonardo non è certamente una " bellezza " eppure da secoli ci affascina per quel sorriso e quello sguardo sul cui ambiguo mistero si scervellano da sempre studiosi e pubblico

Anche il mistero è una componente del fascino: un bellissimo corpo esposto in tutto il suo smagliante splendore è sicuramente è bello da vedere
da piacere visivo guardarlo
sicuramente suscita straordinarie sensazioni,
ma sono certamente più intense le emozioni che nascono dall'immaginare e poi dallo scoprire un bellissimo corpo suggerito, ma non esposto.
Le civiltà orientali fondano su questa forma di emozionalità
le basi dei loro canoni estetici e sessuali
ed è questo uno dei motivi del fascino che quelle civiltà hanno sempre esercitato su noi occidentali

La base del fascino è la Personalità ed i bei manichini non hanno fascino neanche se hanno le sembianze di Davide o di Venere.
 
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postato da: emanuelafuria alle ore 16:50 | link | commenti (1)
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